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mardi 9 janvier 2018

Cannabis : andare oltre la semplice legalizzazione terapeutica ?



Cannabis : andare oltre la semplice legalizzazione terapeutica ?


Un progetto di legge è stato adottato in Italia il 19 ottobre 2017 in relazione alla legalizzazione della cannabis ad uso terapeutico. Il testo è stato approvato con 317 voti favorevoli, 40 contrari e 13 astensioni.
Il progetto è iniziato 15 mesi fa, nel mese di luglio 2015 con l’idea di mantenere il divieto di vendere e fumare cannabis  in un luogo pubblico ma di autorizzarne la coltivazione ed avere una piccola quantità a casa.
Ma la destra e il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin del partito di centro hanno espresso la loro opposizione e il progetto è stato modificato nel senso della sola autorizzazione da parte dei medici.

Visto che il progetto originario risale al luglio 2015, ci sono già alcuni ospedali e strutture sanitarie dove la cannabis è utilizzata in minime dosi  e a livello sperimentale.

La cannabis è utilizzata per curare diversi disturbi come la depressione, il dolore, l’anoressia, le infiammazioni, l’insonnia e altri problemi. Nonostante ciò, la maggioranza della comunità scientifica pensa che l’utilità della cannabis sia valida solo per aiutare a sopportare il dolore : all’università di Bristol, i ricercatori hanno analizzato 79 studi sull’efficacia della cannabis ma solo due di questi studi  hanno realmente avuto risultati significativi a riguardo. Altre prove di laboratorio e test su pazienti sono ancora in corso per provare che effettivamente la marijuana è efficace per le malattie citate.

Malgrado la non confermata utilità medica, la legalizzazione della cannabis può’ rivelarsi una contromisura sociale e d’interesse pubblico che potrebbe combatterne il traffico illegale e diminuire il rischio di assunzione da parte dei giovani minori di 25 anni ed informare il pubblico giovanile della mortalità legata ad una eventuale overdose: per esempio in Olanda è possibile vendere ed essere in possesso di massimo 5 grammi a persona.

Inoltre la legalizzazione della cannabis ad uso ricreativo può diventare molto redditizio come mostra l’esempio del Colorado dove le tasse relative sono talmente importanti da essere ridistribuite alla popolazione.

Per tutti questi motivi, ci si può chiedere se alla fine l’Italia faccia le cose a metà. Ma la legalizzazione terapeutica resta malgrado tutto un primo passo verso quella completa di cui dobbiamo essere soddisfatti.
Mathilde Matly,Vincent Cambay
Fonti:





Dopo la Catalogna, il Nord d’Italia  ?



Manifestazione davanti al Duomo di Milano per l’Indipendenza della Lombardia.       
Si può notare la bandiera della Lega Nord


“Attualmente L’Italia conosce, in alcune delle sue regioni,  un desiderio di autonomia e affermazione della propria identità come in Catalogna.”


Il braccio di ferro fra Madrid e la Catalogna si intensifica. Mentre il parlamento catalano ha appena iniziato il processo d'indipendenza con 70 voti contro 10, il governo ha risposto alcuni minuti dopo con l'attivazione dell'articolo 155 che gli permetterebbe di amministrare direttamente la Catalogna. La polizia regionale potrebbe essere destituita presto per sedizione e i media pubblici posti sotto controllo.

Le motivazioni della Catalogna si spiegano da una parte attraverso motivi economici : poiché la regione rappresenta il 20 % del PIL (Prodotto Interno Lordo) i catalani hanno allora la sensazione di essere derubati. Ma il loro sogno di indipendenza ha le sue radici nella storia comune. Gli spagnoli e i catalani si sono differenziati attraverso una lingua e una cultura proprie ma soprattutto attraverso molti conflitti, come durante la guerra franco-spagnola che vide un’importante rivolta da parte di numerosi paesi catalani. Dopo aver ottenuto la loro autonomia da parte del governo nel 1932, i catalani hanno subito una forte repressione della loro identità sotto la dittatura di Franco.

L’Italia conosce, in alcune delle sue regioni,  attualmente un desiderio di autonomia e affermazione della propria identità (tradizioni, lingua, economia, mentalitá) come in Catalogna. Si trovano delle motivazioni simili nei due Paesi, riguardo alla storia e al percorso culturale.

Prima del XIX secolo, l’Italia era suddivisa in molte regioni e città-stato : ma nel 1861, la Sardegna proclama il regno d’Italia con la maggior parte della penisola ad eccezione di Venezia che si allega nel 1866 e Roma nel 1871, in epoca relativamente recente. Prima di questa data, le regioni del Nord dell’Italia avevano quindi già una loro identità storica ed economica.

Nel Nord dell’Italia, dopo questo periodo, si è sviluppata una potenza industriale soprattutto a Torino, Milano e Genova. Nel Sud, l’industria è meno presente e le attività principali ruotano attorno all’agricoltura e al turismo. Molte persone del Sud vengono al Nord per lavorare nell’industria e molti provenienti dal Nord vanno al Sud per le vacanze.

La potenza industriale del Nord è una ragione per la quale il partito indipendente “Lega Nord” vuole conservare la sua ricchezza (che fra l’altro il Sud ha contribuito a creare). Creata nel 1991 per fare del Nord una regione indipendente, la Lega Nord vuole attualmente realizzare una coalizione di territori della pianura padana per partecipare di meno all’economia del Sud, considerato più povero. Questo partito politico esercita il suo potere attraverso delle cariche come sindaco, assessore regionale o parlamentare.

Il 22 ottobre scorso c’è stato un referendum sulla possibilità di uno statuto autonomo in Lombardia e Veneto che ha visto una vittoria importante degli autonomisti. In effetti, più del 95% degli elettori hanno votato per l’autonomia. Nonostante questo successo in questi movimenti si chiede l’autonomia e la libertá di autogovernarsi ma non una reale indipendenza come nel caso estremo della Catalogna.

Il diritto all’autodeterminazione di una regione o di una minoranza è un principio garantito dall’ONU e dalla comunità internazionale, la stessa cosa non avviene quando una regione decide di separarsi (Catalogna) senza motivi gravi come la repressione o la violenza continuativa (Kosovo) da parte del governo statale. In quest’ultimo caso, la secessione non è riconosciuta dal Diritto Internazionale che privilegia l’unità statale e territoriale di un Paese.



Vincent Cambay, Mathilde Matly



Fonte :






Imaggine : http://www.leparisien.fr/une/italie-quatre-questions-sur-le-referendum-d-autonomie-dimanche-en-lombardie-et-venetie-20-10-2017-7345647.php